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giovedì 2 maggio 2013

Viaggio in Libano da Santa Marinella alla Grotta di Santa Marina nella Valle Santa



 I CEDRI DI DIO
O Monte Libano, la tua gloria è stata esaltata;
O Monastero di Qannoubine, la tua gioia è aumentata
Perchè Santa Marina, l’orgoglio dei tuoi monaci
In questo monastero ha aumentato la tua fama.


Il mio racconto inizia tanti anni fa quando mio padre Ettore, impiegato al Comune di Santa Marinella, in occasione della festa del Santo Patrono chiese all’allora Sindaco: “ dottor Silvio Caratelli perché Santa Marinella festeggia San Giuseppe invece di Santa Marina ? ” Il Sindaco – che era un uomo di grande fede e cultura - lo guardò stupito, per alcuni istanti rimase perplesso, poi replicò: “ non ci avevo mai pensato, ma ti farò sapere !”.  In realtà non fu facile neanche per il dott. Caratelli trovare una risposta. Solo dopo diversi anni di ricerche egli riportò alla luce le vicende - tribolate - di questa Santa Vergine, pubblicando un libretto insieme all’amico Rodolfo La Rosa, con illustrazioni di Giolitti. Il libretto non esauriva la storia di Santa Marina ma la scoperta di questa Santa lasciò nel cuore del dott. Caratelli una traccia profonda, tanto da chiamare addirittura sua figlia Marina ed ogni volta che parlava di Santa Marinella, iniziava sempre con la storia di questa Santa. Io continuai le ricerche del dott. Caratelli trovando tante nuove notizie straordinarie e completando lo studio con la realizzazione di un volume di 1000 pagine su Santa Marina. Mi recai a Venezia, a Costantinopoli, in Grecia, in Siria ed in Egitto; fu qui che una sera, a Città del Cairo, in occasione di un convivio, degli amici arabi, per mettermi a mio agio mi fecero sedere accanto ad un Vescovo Copto, il quale mi raccontò che anche loro in Egitto veneravano Santa Marina, ma essa era originaria del Libano: “ era la santa Patrona – anzi Matrona – dei Cristiani Libanesi Maroniti “. Finalmente avevo trovato la traccia giusta. Solo in occasione di questa Pasqua sono però riuscito ad andare a Beirut e da qui lungo la costa, passando per Byblos e Tripoli, sul Monte Libano, fino alla foresta innevata dei Cedri di Dio a oltre 2.400 metri di altezza, per ammirare la Santa Valle Qadisha e il Monastero di Qannoubine con la Chiesa e la Grotta dove Santa Marina fu sepolta, il cui corpo fu poi traslato a Cipro, a Costantinopoli e oggi è a Venezia nella Chiesa di Santa Maria Formosa. Qadisha in aramaico - la lingua parlata da Gesù - significa “santo”,  e per i fedeli questa Valle è il più santo dei luoghi. Essa accoglie monaci ed eremiti fin dall’alba del cristianesimo: sono 115 i monasteri, le chiese e gli eremitaggi ricavati nelle pareti di roccia della vallata, spesso risalenti ai primi secoli del cristianesimo. Un viaggio in autobus su strapiombi e rupi scoscese finché bisogna scendere e prendere un pulmino e poi inizia la lunga e faticosa scalata a piedi fino al monastero. Siamo i soli, pochi, unici visitatori e non tutti conoscono la storia di Marina. La suora crede di non aver capito male quando io e il capogruppo le chiediamo di acquistare 300 cartoline con le figure della Santa ed è qui che riesco a comprare l’unico libro di Santa Marina pubblicato in Libano, anche se scritto in arabo. Il Libano ha subito sconvolgimenti e guerre civili terribili e ora con la pace, il passato è finito nell’oblio, ed anche Santa Marina. Nella chiesetta che custodisce la grotta ci sono le icone della Santa ed un altare con a fianco il Mausoleo coi resti di 15 su 24 Patriarchi maroniti, che per secoli hanno voluto essere sepolti nel luogo della loro Santa Matrona. C’è tempo per una breve preghiera, poi uno alla volta si esce. Resto io a fare qualche fotografia mentre la guida dice a voce alta: “l’ultimo chiuda la porta!”. Così tocca a me, ultimo pellegrino di Santa Marina chiudere la porticina della grotta. La mia storia e il mio libro finiscono qui: addio papà Ettore, addio caro Silvio, Santa Marina è con voi.
LIBANO - Valle Santa Qadisha - GROTTA e ALTARE di SANTA MARINA

 LIBANO - Foresta dei Cedri Valle Santa Quadisha



 LIBANO - Valle Santa Qadisha CHIESA DI SANTA MARINA

 LIBANO - Valle Santa Qadisha MONASTERO DI SANTA MARINA
 LIBANO - Valle Santa Qadisha INGESSO GROTTA DI SANTA MARINA
  


Libano - Grotta di S.Marina dipinto di Saliba Doualthy



LA "LEGENDA" di SANTA MARINA
 Livio Spinelli



 Santa Marina è la santa che ha dato il nome alla città di Santa Marinella, e si festeggia il 17 luglio. Il corpo di questa Santa che è Copatrona di Venezia insieme a San Marco, si conserva in una urna di cristallo nella Chiesa di S.Maria Formosa, adiacente piazza S.Marco. Ricordo che in un mio pellegrinaggio a Venezia ebbi modo di ascoltare il racconto del Parroco: “Secondo il Martirologio Romano, Santa Marina si festeggia il 18 giugno, e il 17 luglio si celebra la traslazione delle sue reliquie da Costantinopoli a Venezia, avvenuta nel 1231. Le notizie della sua vita sono chiamate ‘ legenda ‘ - non ‘leggenda’ nel significato di narrazione favolosa - perché la Chiesa raccoglieva le gesta dei santi che poi venivano trascritte per essere di esempio a tutti i cristiani, e venivano lette durante la messa, specialmente in occasione delle feste dei santi, perciò si chiamavano ‘ legende ‘, ‘ quia legenda erant ‘  – perché dovevano essere lette. L’altare di questa Santa è meta di pellegrini provenienti da tutto il mondo, in particolare dalle numerosissime località dell’Italia centro meridionale e della Grecia, dove è ancora venerata, anche con sacre rappresentazioni in suo onore.” In un successivo  mio viaggio in Egitto incontrai un Vescovo copto, il quale mi disse che essi veneravano questa santa e però Marina è la santa protettrice dei cristiani maroniti del Libano, perciò riporto una versione della sua vita secondo l’attuale Sinassario Maronita: "Marina era nata a Qlamoun nel Nord del Libano. Suo padre Eugenio era un pio uomo. Sua madre morì quando Marina era molto piccola. Ciò indusse suo padre a rinunciare al mondo, per ritirarsi nel Monastero di Qannoubine nella Valle Santa, accompagnato da sua figlia, che lui vestì da maschio, e i monaci la  conobbero col nome di Marino. Marino si dedicò alla pratica delle virtù monastiche con massima  spiritualità e precisione. Un giorno, mandato in missione per il Monastero in una città vicina, fu costretto a trascorrere la notte a casa di un amico dei monaci che sia chiamava Paphnotius, che  aveva una figlia incappata in adulterio e rimasta incinta. Quando suo padre la scoprì s’infuriò e Sua figlia disse che era stato il Monaco Marino. Costui andò subito al Monastero dal Superiore, che chiamò Marino e lo sgridò, però Marino non disse nulla per discolparsi. Il  Superiore interpretò il silenzio di Marino come un’ammissione di colpa, condannandolo  a svestire l’abito e cacciandolo dal Monastero. Quando la figlia partorìuanQuQqqpapaaaaqqqq       , il nonno portò il bambino al Monastero e lo diede a Marino dicendo: prendi e alleva tuo figlio. Marino prese il bambino e iniziò ad allevarlo con ciò che i monaci usavano dargli, latte di capra e avanzi della loro tavola. Marino sopportava la vergogna di questa odiosa accusa senza nessun lamento. Questa situazione durò quattro anni, poi il Superiore mosso a compassione lo riammise al Monastero sotto severissime condizioni. Marino perseverò nella sua opera ascetica fino all’ora della sua morte quando i segni del suo volto brillavano di luce divina. Grande fu lo stupore dei monaci quando nel preparare il corpo per la sepoltura scoprirono che Marino era una donna e non un uomo. Il Superiore e i monaci s’inginocchiarono davanti al corpo immacolato, chiedendo perdono a Dio e all’anima della santa divina. Il padre della figlia peccatrice si vergognò e fece le scuse davanti a tutti. La figlia trascorse la sua vita pianendo e pentendosi  sulla tomba della santa.” 
 

Foto 1 – Venezia, chiesa di Santa Maria Formosa. Altare di Santa Marina, sotto la pala è situata
               l’urna di cristallo con il corpo della Santa.
Foto 2 – Santa Marinella – cappellina del Castello Odescalchi, quadro robiano con a destra
              raffigurata Santa Marina.

  SANTA MARINA RINELLA la renella di Santa Marina

I SANTI E LE SANTE DI SANTA MARINELLA 


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