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domenica 8 luglio 2018

SANTA MARINELLA (Roma) dopo 3 secoli Santa Marina torna nella sua Chiesa

SANTA MARINELLA

 Col Decreto del Vescovo S.E. Gino Reali la Città il 17 luglio può festeggiare la sua Santa

dopo 3 secoli Santa Marina torna nella sua Chiesa

  Ulteriori notizie e immagini si possono trovare seguendo questo link.



L’UFFIZIO e LE PREGHIERE A SANTA MARINA

Secondo il Martirologio Romano Santa Marina si festeggia il 18 giugno dies natalis, e il 17 luglio si celebra la traslazione delle sue reliquie da Costantinopoli a Venezia. Le notizie riguardanti la vita di Santa Marina, riportate nel libro del prof. Livio Spinelli, sono chiamate “legenda”, quindi si è indotti a ritenere che non si tratti di fatti storici, oggi tale termine ha il significato di “narrazione favolosa”, ma una volta non era così. Nella Chiesa, fin dall’inizio ci fu uno studio scrupoloso per raccogliere le gesta dei santi che poi venivano trascritte perché fossero di esempio a tutti i cristiani. Queste gesta venivano lette durante la messa, specialmente in occasione delle feste dei santi, perciò si chiamavano “legende”, “quia legenda erant – perché dovevano essere lette”.

PREGHIERA a SANTA MARINA [Venezia Chiesa di S.Maria Formosa]

Gloriosissima Santa Marina,
sublime nel­le Vostre virtù,
eroica nel silenzio:
impe­trateci dal Signore
la grazia di saper sempre custodire
la nostra lingua.

Gloria
Gloriosissima Santa Marina,
fiore olez­zante dell'Oriente,
che nella solitudine
e nelle asprezze della vita
sapeste conservare l'angelica virtù:
otteneteci dal Signore la grazia
di vivere sempre nella santa castità.
Gloria
Gloriosissima Santa Marina,
che nel mi­rabile,
completo abbandono in Dio,
nella letizia del patire per lo Sposo celeste,
so­steneste la più atroce delle calunnie:
insegnateci la via di tanta perfezione,
nella de­dizione la più perfetta
ai divini voleri.

Gloria
Gloriosissima Santa Marina,
ardente nel cuore di carità verso il prossimo,
che sape­ste con tanta generosità perdonare:
fate che noi pure con ampiezza di cuore
perdoniamo ed amiamo i nostri nemici.


Gloria
Gloriosissima Santa Marina,
dal Cielo dove con Dio,
premio e corona dei Santi,
ora vivete e regnate:
avvenga, per la Vostra intercessione,
che possiamo così vivere sul­la terra,
da meritare un giorno
di essere co­ronati nei Cieli.

Gloria
V. ‑ Ora pro nobis, beata Marina.
R. ‑ Ut digni efliciamur promíssionibus Christi.

OREMUS
Concede, quaesumus Domine: ut suffragantibus
meritis beatae Marinae Virginis,
cujus Translationis memoriam colimus,
ab omnibus liberemur angustiis.
Per Christum Dominum nostrum.

R. – Amen

Venetiis, die 11 julii 1933 – Vidimus et adprobavimus
+Joannes Ep. Beriss. Vic. Gen.

Un Uffizio Maronita di Santa Marina in Siriaco fu stampato per la prima volta da Padre L. Cheikho e copiato da Padre Boutros Makhlouf of Ghosta (1720). L’autore è sconosciuto forse il Patriarca Youssef Estphan (1766-1793) o il Patriarca Estephan Douwayhi (1670-1704). Di seguito un estratto

Prima dell’Epistola
Marina è estremamente rattristata
Di vedere i suoi fratelli  e il superiore del convento
Tormentati e dolorosamente sofferenti a causa di lei.
La vergine pregò per loro
E per i suoi calunniatori.
Con la sua perfetta pazienza
Lei salvò la sua anima con le loro. 

Dopo il Vangelo
Tu hai superato le donne con le tue battaglie
O tu eccellente nella tua pazienza e nel tuo amore,
Umiliato è chi ti ha calunniato
E grandemente stimata è la tua dignità.

Prima del Bacio della Pace
Ti hanno giudicato tirannicamente,
Senza testimoni e processo
Fuori del Monastero tu vivesti in pazienza,
Carica di sofferenza per cinque anni.

Prima della piccola Elevazione
O Monte Libano, la tua gloria è stata esaltata;
O Monastero di Qannoubine, la tua gioia è aumentata
Perchè Marina, l’orgoglio dei tuoi monaci
In questo monastero ha aumentato la tua fama.
(Nau 1901: 289-290)

ODE A SANTA MARINA

L’Ode scritta in Garshuni  (arabo con caratteri Siriaci) su un foglietto, piegato in due nascosto tra le pagine di una Bibbia, la calligrafia è superba, ne riportiamo alcuni passi

Ode a Santa Marina

1. La vita dell’uomo con la pazienza s’ottiene, la Bibbia dice.
    E a ognuno che è paziente fino alla fine è data la  corona.
    Così vediamo in Santa Marina una prova.
    Ella ha ottenuto la gloria della gioia tramite la grazia-piena di pazienza

2.  Ella vide il mondo come un mare ondeggiante di punizione,
     Con i marinai nel naufragio, vinti dalle cattive conseguenze
     E che la vita monastica è il porto sicuro e il raggiungimento delle speranze.
    Il suo spirito fu affascinato dalla vita da eremite per placare la  mente

9.    Ella si nascose e accettò gli insulti più gravi.
      Ella praticò gli insegnamenti di Cristo con incredibile pazienza.
       Sii paziente e sarai salvato, porta la  Mia croce è molto leggera.
      Benedetti sarete voi se vi offenderanno con brutte parole

10.      Tu mite [Marina], tu fulgido esempio di  umiltà.
            E tu fosti un esempio vivente per coloro che cercano
          d’imboccare  la via dell’appagamento.
            Intercedi, con la migliore delle intercessioni,
            per noi col nostro Salvatore
            nel giorno della nostra morte,
            E durante ogni ora del Giorno del Giudizio*
            Noi ti  offriamo questo in gloria.

 La prima pagina inizia col titolo dell’ode scritto con inchiostro rosso l’ultimo verso recita “Essi non sapevano affatto che lei fosse una vergine”.

La terza pagina termina con: “Ed era un esempio vivente per coloro che cercavano di imbarcarsi …” . la quarta ed ultima pagina ha solo tre versi: “Intercedi per noi con le migliori  intercessioni al nostro Salvatore nel giorno della nostra morte, e  nell’ora  del Giorno del Giudizi, Noi ti  offriamo questo in gloria”. L’autore non firmò il poema ma dato che la parola “pazienza” appare più di otto volte forse era un monaco o un eremita che la compose e la mise nella Bibbia che usava ogni giorno quando celebrava la Liturgia.  








Santa Marinella, 8 luglio 2018.



Il parroco della Chiesa di S.Giuseppe Mons. Salvatore Rizzo, durante la messa domenicale, ha dato lettura del Decreto del Vescovo della Diocesi di Porto-S.Rufina S.E. Gino Reali, col quale l’attuale chiesa di fronte al Castello Odescalchi, d’ora in avanti assume il nome di “CHIESA DI SANTA MARINA”, la santa eponima di S.Marinella il cui culto fu qui introdotto intorno all’anno 1000 da una comunità di monaci Basiliani, provenienti dal Medio Oriente. Nel medioevo con lo spopolamento dell'Agro Romano la memoria di Santa Marina si andò appannando, poi le ricerche sulle origini di questa Santa, iniziate alcuni decenni fa dal dott. Silvio Caratelli, all’epoca Sindaco di Santa Marinella, e proseguite dalla dott.ssa Angela Carlino Bandinelli e dal prof. Livio Spinelli, hanno fatto si che si sia potuti risalire al luogo di origine di Santa Marina, situato sul Monte Libano, nella Grotta e nel Monastero di Qannobine, e il cui corpo incorrotto fu traslato a Costantinopoli, poi a Venezia, ove tutt’oggi si trova in una urna di cristallo, nella chiesa di S.Maria Formosa. Santa Marina, che è con San Marco la Copratona minore di Venezia, si festeggia il 17 luglio, e da quest’anno potrà essere di nuovo festeggiata anche in questa città che - dopo tre secoli - ha riavuto la propria Santa. Ulteriori notizie e immagini si possono trovare seguendo questo link.