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mercoledì 28 maggio 2014

ANITA GARIBALDI e i GARIBALDINI a Civitavecchia 30 maggio ore 18.30



CIVITAVECCHIA 30 MAGGIO - ORE 18.30

ANITA GARIBALDI E I GARIBALDINI A CIVITAVECCHIA
DEPOSIZIONE CORONA AL MONUMENTO AL VIALE

DONNA ANITA INVITA LA CITTA’ DI CIVITAVECCHIA, MILITARI, ASSOCIAZIONI, STUDENTI E IL PROSSIMO SINDACO
A ONORARE LA MEMORIA DI GARIBALDI 
 






Mi appello al futuro Sindaco di Civitavecchia, ai Militari e alle scuole per conservare e far conoscere il fortissimo legame tra Giuseppe Garibaldi e la città di Civitavecchia, e do appuntamento a tutti venerdì 30 maggio, ore 18.30 al monumento dell’Eroe dei Due Mondi al Viale dove sarà deposta una corona.” Queste le parole di Donna Anita, pronipote diretta di Giuseppe Garibaldi, Presidente della omonima Fondazione e dell’Associazione MILLE DONNE PER L’ITALIA, accolta dal Presidente della FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI CIVITAVECCHIA Avv. Vincenzo Cacciaglia e dallo storico Carlo De Paolis, alla conferenza stampa nella sede della CARICIV. Donna Anita e una delegazione di Garibaldini in camicia rossa -  come ogni anno - faranno sosta a Civitavecchia per deporre una corona al Monumento di Garibaldi ed imbarcarsi poi alla volta di Caprera al Sacrario dell’Eroe, per il tradizionale raduno delle camicie rosse provenienti da ogni parte d’Italia e dall’estero.
Nella conferenza stampa Donna Anita ha annunciato che dopo Caprera andrà alla CITY DI LONDRA dove le sarà conferita la Cittadinanza Onoraria, nella ricorrenza del 150° Anniversario del viaggio trionfale a Londra del suo Bisnonne Giuseppe; sono poi intervenuti il dott. Carlo De Paolis autore del volume GARIBALDI A CIVITAVECCHIA, che ha proposto di apporre una targa a Villa Albani in memoria di tre garibaldini civitavecchiesi che parteciparono alla spedizione dei Mille e alla difesa della repubblica romana, mentre il prof. Livio Spinelli ha ricordato che la città di Santa Marinella deve la propria origine a Garibaldi, il quale nei vari viaggi da Civitavecchia a Bracciano passando per Santa Marinella consigliò il  Principe Baldassarre Odescalchi ad acquistare la tenuta, che allora apparteneva al Pio Istituto Santo Spirito. Il Presidente Cacciaglia ha apprezzato la proposta di Donna Anita di  organizzare una Giornata per gli studenti di Civitavecchia, sullo storico legame tra GARIBALDI E CIVITAVECCHIA, il prossimo autunno con la riapertura della scuole.

sabato 17 maggio 2014

ROMA - Palazzo FERRAJOLI - 15 maggio 2014 Convegno e Presentazione del Volume IL SIONISMO IN ITALIA E NELLA POLITICA ESTERA FASCISTA



PRESENTATO A ROMA A PALAZZO FERRAJOLI
il libro del prof. Livio Spinelli
IL SIONISMO IN ITALIA E NELLA POLITICA ESTERA FASCISTA

NOVITA’ SU PAPA PIO XII DA PARTE DEL MONDO EBRAICO ITALIANO

Il Convegno di studi storici organizzato ieri a Roma a Palazzo Ferrajoli dal dott. Luciano Lucarini della casa editrice Pagine,  con la presentazione del Libro del prof Livio Spinelli  “Il Sionismo in Italia e nella politica estera fascista” edito nella collana de I Libri de Il Borghese, ha dato luogo ad un approfondito dibattito di grande valore storico su una serie di importantissimi documenti, recentemente scoperti, in cui non solo emerge la figura di un Mussolini per niente antisemita ma, per la prima volta in Italia, un prestigioso esponente del mondo dell’ebraismo - il Prof. Pino Pelloni, direttore della Biblioteca della Shoah - ha accettato l’invito a discutere in pubblico di Papa Pio XII, riconoscendo le Virtù Eroiche di questo pontefice,  sulla base di una documentazione sempre più ampia che anche gli ebrei stessi stanno riportando alla luce. “Pio XII è un papa che ha sofferto molto” ha affermato il prof. Pelloni. Il lavoro di ricerca del prof. Spinelli negli archivi israeliani, inglesi e tedeschi, e nell’archivio statunitense di Suor Margherita Marchione, unito a preziose testimonianze di Santa Marinella e Civitavecchia, ha riscosso grande apprezzamento da parte dei Relatori prof. Giuseppe PARLATO, Presidente della “FONDAZIONE UGO SPIRITO e RENZO DE FELICE” e del dott. SANZOTTA già Direttore del quotidiano IL TEMPO di Roma e prof. Augusto Sinagra. Era presente Donna Anita Garibaldi, pronipote diretta dell’Eroe dei due mondi che ha fornito testimonianze eccezionali sul salvataggio degli ebrei da parte di Papa Pio XII tramite suo padre il Generale Ezio Garibaldi. 

mercoledì 7 maggio 2014

Invito Palazzo Ferrajoli Roma 15 Maggio 2014, Presentazione IL SIONISMO IN ITALIA E NELLA POILITICA ESTERA FASCISTA, di Livio Spinelli Casa Editrice Pagine collana I LIBRI DEL BORGHESE

Giovedì 15 Maggio 2014 ore 17.30 - 
Palazzo Ferrajoli - Roma P.za Colonna, angolo via del Corso

INVITO
La casa editrice Pagine ha il piacere di invitare la S.V.
al CONVEGNO ed alla PRESENTAZIONE del libro di
Livio Spinelli
IL SIONISMO IN ITALIA E NELLA POLITICA ESTERA FASCISTA
Intervengono:
Giuseppe Parlato, Professore Storia Contemporanea Università Int. di Roma
Pino Pelloni, Direttore Biblioteca della Shoah
Giuseppe Sanzotta, Giornalista
Modera: Luciano Lucarini, editore
Giovedì 15 Maggio 2014 ore 17.30

RECENSIONE DEL VOLUME 
 
Il professor Livio Spinelli attraverso la sua personale vicenda, quella della sua famiglia e della sua città ci introduce in uno dei temi più delicati e poco approfonditi della politica interna ed estera fascista: IL SIONISMO. Attraverso documenti inediti, ricerche durate il corso di una vita e numerose testimonianze l’Autore ci offre una immagine di Mussolini totalmente nuova e,  soprattutto, vicino alla causa ebraica, tanto che il Duce nel corso di un colloquio con Nahoum Goldman si espresse in questi termini: “Voi dovete creare uno Stato Ebraico. IO SONO SIONISTA IO. L’ho già detto al dottor Weizmann. Voi dovete avere un vero Stato ‘un véritable État’ e non il ridicolo Focolare Nazionale che vi hanno offerto gli inglesi. Io vi aiuterò a creare uno Stato Ebraico”.
Una carrellata storica che per riporta alla luce non solo i buoni rapporti tra Mussolini, la massoneria e gli ebrei italiani, che assicurarono il proprio sostegno al Duce fin dalla prima ora, quando Cesare Goldman – finanziere ed uomo politico ebreo, Maestro Venerabile della Loggia torinese Pietro Micca -  il 23 marzo 1919 mise a disposizione la sala del CIRCOLO DEGLI INTERESSI INDUSTRIALI di piazza S.Sepolcro per la fondazione dei “Fasci di Combattimento”, ma anche col  movimento sionista mondiale che faceva capo al Bétar di Vladimir Ze’ev Jabotinsky: “IL MAZZINI DELLO STATO DI ISRAELE”.  Dal 1934 al 1938 Mussolini consentì inoltre l’istituzione di una sezione ebraica alla Scuola Marittima di Civitavecchia, dove vennero formati i primi 300 cadetti ebrei – provenienti da tutt’Europa – che divennero il nerbo della Marina Militare dello Stato d’Israele. Risultati ancora più sorprendenti li ha dati il lavoro di “scavo” del professor Spinelli negli archivi tedeschi e britannici, da dove emerge che i sionisti subito dopo l’ascesa al potere di Hitler firmarono un vero e proprio accordo economico - lo HA’VARAH - patrocinato da Ben Gurion e Golda Meir, che rimase in vigore fino al 1944: l’accordo fu stilato sotto forma di documento ufficiale con Decreto n.54/33 promulgato il 10 agosto 1933 dal Ministero dell’Economia tedesca. In esso si consentiva agli ebrei tedeschi non solo di espatriare dalla Germania ma di convertire i  propri beni posseduti in Germania, ottenendone il controvalore, una volta giunti in Palestina. Questo patto tra sionisti e nazisti era fermamente osteggiato dall’Inghilterra, “il Gran Serpente d’acqua che univa alla lupesca cupidigia di Roma l’astuzia serpentina di Cartagine”, tanto che gli inglesi contingentarono, fino a bloccare poi del tutto, l’immigrazione degli ebrei tedeschi in Palestina, di cui erano mandatari per conto dell’ONU. Per questo la Gran Bretagna non può dirsi estranea all’Olocausto, e a proposito dell’Olocausto le vicende storiche, narrate fin nei minimi dettagli, mostrano che in questa “partita mondiale” gli attori principali furono i sionisti, i nazisti e gli inglesi  mentre la figura di Mussolini appare secondaria e la figura di Pio XII marginale, ma ciò non impedì a Papa Pacelli di salvare migliaia di ebrei, primo fra tutti il suo ex compagno di classe e grande amico ebreo Guido Aronne Mendes, col quale Pacelli da giovane aveva condiviso lo Shabbat. Basti pensare agli articoli elogiativi pubblicati nell’ottobre del 1933 sul giornale delle SS “DER ANGRIFF” dell’accordo tra nazisti e sionisti al punto che lo stesso giornale coniò una medaglia d’argento e di bronzo con la SVASTICA su una faccia e sull’altra la STELLA DI DAVIDE. Livio Spinelli ricostruisce il famoso pranzo del 1938 al Castello di Santa Marinella al quale parteciparono il Re d’Italia, Mussolini, Hitler  e le più alte gerarchie nazi-fasciste, prima prova di quel patto sciagurato del 1939 e poi il ritrovamento sui Monti della Tolfa dei discendenti dell’Imperatore Federico Barbarossa ad opera di Hitler e le superarmi: il famoso raggio della morte di Guglielmo Marconi e la  fuga negli Stati Uniti di Enrico Fermi con i segreti della fissione nucleare. Il libro non ha una fine ma un Epilogo dove viene riportato uno degli articoli datato PARIGI 1842 a firma del noto intellettuale ebreo tedesco Heinrich Heine, che aveva lavorato alle dipendenze di suo Zio Salomon, noto banchiere di Amburgo, dove secondo un perfetto quadro economico si illustrava l’ineluttabilità non solo di una prima e di una seconda guerra mondiale, ma di ulteriori sconvolgimenti economici, al termine dei quali in Europa ci sarebbe stato un solo gregge e un solo pastore, un libero pastore con una mazza di ferro e un gregge di uomini dall’egual tosatura e dall’eguale belato e dove “il gran serpente” avrebbe schiacciata la testa e “l’orso del nord” (la Russia) si troverebbe senza pelle.
 
Livio Spinelli
Scrittore, Pubblicista, Professore. Laureato in Lingua e Letteratura Tedesca all’Università La Sapienza di Roma, con piano di studi a carattere storico, religioso, antropologico. Dal 2007 al 2014  ha organizzato otto convegni su “Papa Pio XII Roma e Gerusalemme” in Campidoglio, alla Camera dei Deputati e Palazzo Ferrajoli. Ha realizzato un film-documentario su “ PIO XII e il BOMBARDAMENTO DI SAN LORENZO”, col patrocinio di Roma Capitale, presentato il 19 luglio 2013 nella ricorrenza del 70^ Anniversario.  È stato corrispondente del quotidiano IL TEMPO di Roma. È stato membro dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali della Diocesi di Porto-S.Rufina e fondatore della rivista Cronache Portuensi. Autore del Progetto Culturale Orientato alle “Comunicazioni, Cultura e Cinema” nel nome di Guglielmo Marconi, Giorgio Bassani e Roberto Rossellini. È stato più volte intervistato da Radio Vaticana. Ha organizzato con la RAI la mostra sugli 80 Anni della Radio, al Castello Odescalchi. Ha collaborato col quotidiano inglese THE TIMES.
Ha scritto: Hero’s Quest; Deutsch Kreutz: passeggiando lungo la cortina di ferro; Guglielmo Marconi a Torre Chiaruccia - il Centro Ricerche del CNR;  Giorgio Bassani una vita per la letteratura, Dal Vangelo Secondo Marco: tavole a colori; Giovanni Artieri e la casa in Etruria; Santa Marina: un Nome, una Storia, una Città; L’Uomo, la Donna e il Drago; Armando Padelletti prigioniero n.57637 nel lager di Mechra Mena Bu; Mussulmani e Cristiani: dall’Ager Romanus alla metastoria; Il nostro concittadino Eugenio Pacelli – Papa Pio XII, Pio XII – Tra Cronaca e agiografia di Margherita Marchione Mpf. (prologo e traduzione). 
Ha effettuato studi e ricerche sulla Storia delle Comunicazioni negli archivi del quotidiano THE TIMES di Londra, della Compagnia Marconi di Londra e ricerche storico-religiose a ROMA, Isola Sacra e Porto Romano, Silva Candida, Venezia, Avignone, Fatima, Vienna, Sophia, Il Cairo, Sinai, Gaza, Betlemme, Gerusalemme (Yad Vashem, Basilica del S.Sepolcro, Moschea di Omar), Casablanca, Siria, Giordania, Costantinopoli, Smirne, Efeso, Cina P.R. (Pagoda della Grande Oca Selvatica), Siviglia, Cordoba, Granada, Libano (Valle Qadisha), Itaca (Grecia), Morristown (N.J. - USA).
 
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venerdì 2 maggio 2014

Santa Marinella: LA DIVINA ANNA FOUGEZ nei miei ricordi

 La DIVINA ANNA FOUGEZ nei miei ricordi

di

 Livio Spinelli



AMO QUESTO pezzo di Etruria dove tra Macchia Rotonda e Torre Chiaruccia, tra Santa Severa e Capo Linaro, si stende - ai due lati del castello Odescalchi - la mia cara Santa Marinella. E' ben vero: sono in debito con "lei" (che penso come donna bella e amata). Le ho dedicato sperse prose e, forse, delicati incantesimi, qua e là; ma non mai un libro tutt'intero, che pure ho già scritto e sarebbe pronto per la stampa, se altro o altri libri non dovessero precederlo. Attenderà, né credo che - nell'attesa- invecchi. Si intitola: "La casa in Etruria" e racchiude, come una lettera d'amore, tutto il mio amore per "lei", Santa Marinella. Questo nome, ricordo di averlo udito per la prima volta, da giovanissimo, a Napoli, da quei poeti e musicisti, allora, celebri autori di quelle canzoni napoletane di cui se perduta la memoria, ma restano assai meglio dei ludi calcistici, a caratterizzare la Citta'. Quegli autori si chiamano Libero Bovio, Ernesto Tagliaferri, Gaetano Lama, Ernesto Murolo, E.A.Mario e via dicendo; s'univano, di tanto in tanto, per venire in automobile (nelle ancora avventurose automobili del 1923) a S.Marinella, a visitare Anna Fougez, ch'era la Brigitte Bardot, la Marilin Monroe italiana di quel tempo, la più fine, la più originale interprete delle loro canzoni. Abitava in una villetta sulla piazza della stazione; e con lei, il suo compagno Renè Thano, o - meglio- Thanatopoulos, ch'è morto qui e, ancora, gentili dame romantiche amiche mie vanno a visitarne la tomba e a deporvi un fiore, nel lindo, elegante cimitero di S.Marinella, dove dorme Ester, mia moglie e dormirò pure io. Qui, nell'aria antica e nobile di questo pezzo di Etruria, ho scritto almeno dieci dei miei libri; ed ho sperimentato, appunto, che l'aria e il silenzio intorno, oltre ad allungare la vita, generano idee e immaginazioni, gusto e volontà di scrivere: quasi un piacere di amore. Non ne conosco le ragioni, anche perché all'amore non si chiede ragione. Forse è la natura di queste colline, di questo mare: l'antichità perenne, sempre viva e partecipe dei sogni e delle veglie. Qui domina la moderazione dei colori, la precisione di un curvo orizzonte quasi tracciato col compasso. In esso mare e cielo accolgono la cauta e un po' difficile bellezza del paesaggio. Mi hanno chiesto perché io, napoletano di Napoli, sia venuto a vivere l'altra (e ultima) parte della mia vita, qui. Ho chiesto, a mia volta, se gli interlocutori conoscessero quella teoria dell' "arte come ricordo". E' in quest'area etrusca, in questa S.Marinella, tra mare e collina, per non so quale miracolo, che mi viene da "ricordare" ciò che scrivo; quasi un invisibile angelo appollaiato sulla mia spalla, mi sussurrasse all'orecchio.
IL MESSAGGERO Pagine di Cultura - 13 maggio 1988 - Giovanni Artieri: scrittore e giornalista ( 1904-1995) .